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Negli ultimi anni Andrea Roggi ha trasformato la propria poetica in un viaggio che unisce luoghi, culture e sensibilità diverse, affermandosi come uno dei protagonisti della scultura contemporanea internazionale. Le sue opere, radicate nella tradizione ma proiettate verso il futuro, intrecciano bronzo e materiali nobili con un immaginario che parla di vita, conoscenza e natura. Il percorso recente ha segnato tappe fondamentali: Firenze, con la mostra alla Basilica di San Lorenzo, dove le sculture hanno dialogato con la grande architettura medicea; Venezia, con la monumentale Albero a Villa Pisani, riflessione sull’infinito e sulle origini dell’universo; Parigi, con il progetto Élan Vital, che ha trovato nella Madeleine e nella Galeries Bartoux di Avenue Matignon uno scenario iconico, capace di esaltare la dimensione spirituale e visionaria della sua arte.

A questi grandi eventi si affiancano oggi numerose esposizioni diffuse sul territorio italiano, che rendono l’opera di Roggi accessibile a pubblici diversi e in contesti altrettanto suggestivi. A Matera, le sue sculture entrano in risonanza con il paesaggio millenario dei Sassi, mentre in Puglia una grande mostra collettiva – che abbraccia Martina Franca, Cisternino e Locorotondo – porta le opere nel cuore della Valle d’Itria, creando un itinerario artistico che dialoga con i trulli, le piazze e la luce unica di questo territorio. Nel frattempo, Élan Vital ha intrapreso un nuovo capitolo: dopo la tappa parigina, il progetto approda a Saint-Tropez, con una selezione di opere leggermente diversa, pensata per il contesto mediterraneo. Qui, tra la luce del sud della Francia e l’atmosfera cosmopolita della Costa Azzurra, le sculture acquistano nuove sfumature, mostrando la capacità dell’artista di adattare e rinnovare il proprio linguaggio senza tradirne l’essenza.

Tra i simboli della sua poetica, spicca senza dubbio l’Energia della Vita: l’Albero della Vita che custodisce al suo centro una sfera, emblema della luce e dell’interconnessione universale. Un’opera che sintetizza in modo potente il messaggio di Roggi, capace di trasformare la materia in metafora, di rendere eterno il legame tra uomo e natura. E il futuro si annuncia altrettanto audace. L’inverno 2025-2026 porterà le opere di Andrea Roggi a Courchevel, tra le vette innevate delle Alpi francesi, in un contesto esclusivo dove l’arte dialogherà con il paesaggio naturale, regalando un’esperienza di rara suggestione.

Parallelamente, la Corea ospiterà una nuova opera pubblica in piazza, un’installazione permanente destinata a diventare punto di riferimento per la comunità e simbolo di rinascita e connessione universale. Infine, a dicembre, Roggi sarà protagonista di un evento a Miami, crocevia internazionale di arte e collezionismo, dove la scultura incontrerà il lifestyle globale, riaffermando l’universalità del suo messaggio.
Il percorso è chiaro: non si tratta solo di esposizioni, ma di tappe di un viaggio culturale che porta l’arte a farsi ponte tra civiltà e generazioni. Con la stessa forza di un albero che affonda le radici nella terra per innalzarsi verso il cielo, Andrea Roggi continua a trasformare le sue opere in monumenti alla vita, alla conoscenza e alla speranza.

Alcune immagini del Premio

Premio S. Benedetto da Norcia 2026
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L'artista si racconta: la creazione del Premio 2026 di Andrea Roggi

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